Tra le usanze del ricevimento ce n’è una che fa sempre ridere gli invitati e mette un po’ in imbarazzo lo sposo: il taglio della cravatta. Gli amici gli sfilano la cravatta, la tagliano a pezzetti e la “vendono” agli invitati in cambio di un’offerta per gli sposi. Ecco da dove viene, come si fa e come viverla al meglio, anche davanti all’obiettivo.
Cos’è il taglio della cravatta
Il taglio della cravatta è un rito scherzoso del ricevimento di nozze. Uno o più amici dello sposo, di solito i testimoni, gli tolgono la cravatta, la tagliano in tanti piccoli lembi e passano tra i tavoli: ogni invitato ne riceve uno in cambio di una piccola offerta e, quasi sempre, anche un bicchierino di amaro offerto come ringraziamento. Il ricavato va agli sposi, spesso come contributo per il viaggio di nozze.
È una delle usanze che raccontiamo anche nelle 12 tradizioni sul matrimonio in Italia: poco conosciuta in alcune regioni, ancora molto viva in altre, soprattutto nei matrimoni del Sud.
Origine e significato
Non esiste una data di nascita precisa: è un’usanza popolare, tramandata più dalle feste di paese che dai libri. Il significato però è chiaro e si legge in due modi.
- Un aiuto concreto agli sposi: come la busta, l’offerta per il pezzetto di cravatta è un modo allegro per contribuire alla nuova vita della coppia.
- Un portafortuna: portare a casa un frammento dell’abito degli sposi è un gesto antico. Nei secoli passati gli invitati cercavano di strappare un lembo del vestito della sposa, ed è proprio da lì che nasce il lancio del bouquet. Il pezzetto di cravatta è la versione gentile e divertente di quella tradizione.

Come si fa il taglio della cravatta, passo per passo
- Il momento: di solito a ricevimento inoltrato, tra una portata e l’altra o prima della torta, quando tutti sono seduti e l’atmosfera è rilassata.
- L’annuncio: il testimone o l’amico più spigliato prende il microfono e “mette all’asta” la cravatta dello sposo.
- Lo sposo resta al suo posto: in molte zone la tradizione vuole che stia seduto, a volte con un tovagliolo davanti alla bocca, senza poter commentare né ribellarsi.
- Il taglio: con un paio di forbici la cravatta viene ridotta in tanti pezzetti, uno per invitato o per coppia.
- Il giro dei tavoli: gli amici passano con un vassoio, una scatola o un cappello: chi lascia un’offerta riceve il suo lembo. Più l’offerta è generosa, più grande è il pezzo.
- Il brindisi di ringraziamento: in cambio dell’offerta, insieme al pezzetto di cravatta si offre spesso da bere, di solito un bicchierino di amaro. È il modo per dire grazie e trasforma il giro dei tavoli in un piccolo brindisi con ogni invitato.
Le varianti cambiano da paese a paese: in alcune feste si taglia anche il velo o la giarrettiera, in altre il ricavato viene contato ad alta voce tra gli applausi. Non c’è un modo giusto: conta che sia nello stile della vostra festa.
Consigli pratici per gli sposi
- Una seconda cravatta: se la cravatta del vestito è un ricordo a cui tenete, preparatene una gemella o una più semplice da sacrificare. Mettetela nel kit di sopravvivenza dello sposo, insieme alle forbici.
- Parlatene con i testimoni: decidete prima se farlo, quando e per quanto tempo, così il rito non interrompe un momento importante come il primo ballo.
- Amaro e bicchierini pronti: chiedete al ristorante di preparare una bottiglia di amaro e i bicchierini su un vassoio, così i testimoni possono offrire da bere a chi lascia l’offerta senza fermare il servizio.
- Un contenitore bello: una scatola di legno o un sacchetto di lino al posto del primo piatto trovato in sala rendono il momento più elegante anche nelle foto.
- Se non vi rappresenta, saltatelo: è una tradizione, non un obbligo. Molte coppie oggi la sostituiscono con un gioco o con il photo booth, che diverte gli invitati in un altro modo.
Come fotografare il taglio della cravatta
È uno dei momenti più spontanei del ricevimento, e per un fotografo di reportage è un regalo: risate, facce sorprese, lo sposo che finge disperazione. Per non perderlo basta poco.
- Avvisate il fotografo qualche minuto prima, così può mettersi vicino allo sposo e ai tavoli.
- Fate tagliare la cravatta in un punto con un po’ di luce: vicino a una finestra o sotto i faretti della sala.
- Lasciate che il giro dei tavoli duri qualche minuto: le foto migliori sono le reazioni degli invitati, non solo il taglio.
È il tipo di momento che raccontiamo nel nostro reportage di matrimonio ad Avellino e in Irpinia: niente pose, solo quello che succede davvero.

Veelgestelde vragen
Cos'è il taglio della cravatta al matrimonio?
È un rito scherzoso del ricevimento: gli amici dello sposo tagliano la sua cravatta in piccoli pezzi e li danno agli invitati in cambio di un’offerta per gli sposi.
Chi taglia la cravatta dello sposo?
Di solito i testimoni o gli amici più stretti dello sposo, che annunciano il momento e poi passano tra i tavoli con i pezzetti di cravatta.
A chi vanno i soldi del taglio della cravatta?
Agli sposi: è un piccolo contributo per la loro nuova vita insieme, spesso destinato al viaggio di nozze. In cambio, chi fa l’offerta riceve il pezzetto di cravatta e di solito un bicchierino di amaro come ringraziamento.
Quando si fa il taglio della cravatta?
A ricevimento inoltrato, tra una portata e l’altra o prima della torta, quando gli invitati sono seduti ai tavoli.



